mercoledì 16 maggio 2018

L' eterno alibi per non fare








Non amai che la rosa che non colsi. E' semplice dire, delusi, "Avrei voluto ma...", o "Volevo farlo ma mi è stato impedito". Ciò che non si riesce a fare è sempre colpa di altri; ed è quel continuo 'sempre' che m'inquieta: il lasciare a terzi le decisioni legate alla propria esistenza, lo scaricarsi dalle responsabilità. Gli immaturi si cospargono di alibi; è più facile assistere allo spettacolo della vita oltre il vetro di una finestra, che camminare in un mondo meraviglioso ma alieno. E' più semplice interpretare le altrui vite, piuttosto che affrontare la propria. Non amai che la rosa che non colsi... ; così ammettono gli eterni delusi, e ciò che hanno non basta mai: si vuole sempre di più, ancora ed ancora, del resto per questo vivono; per aspirare all'uva che sanno di non poter toccare, che forse mai hanno voluto prendere davvero.
Eppure sono circondati, spesso, da tutto ciò che un uomo può desiderare, almeno nell'essenza: amore, affetto, stima... Che non bastano, ancora.
Gli eterni scontenti li chiamo, i vinti per scelta, infelici per dogma perché il mondo, la vita, i rapporti richiedono coraggio. 
Ed è soltanto quando perdono anche quelle uniche sicurezze avute e mai godute che, forse, apprendono ad infatuarsene...l'uva che, di nuovo e "per sfortuna", è sfuggita alle loro mani.
Apprezzare ciò che si ha, anche se è poco: sempre. Significa rispettare il senso stesso dell'esistere.




martedì 15 maggio 2018

Un aneddoto, tra tanti







Cari Tutti...Cari!. Pensavo ad un aneddoto legato al mio lavoro. Mi trovavo con Gabriel in Bus, da Fiumicino direzione Polla, nel salernitano, Campania. Quel giorno cominciava un ‘tour’ letterario che mi avrebbe portata ad incontrare il mio pubblico, dalla Campania fino alla Liguria. Partiti alle due di notte dalla mia Barbagia per imbarcarci sul primo aereo disponibile per Roma, tre ore di viaggio in auto e l’aereo da Cagliari alle 6 del mattino. La sera stessa mi avrebbe atteso un primo incontro coi Lettori presso la libreria dell’amico Michele Gentile. Causa pauroso incidente quindi relativi blocchi stradali, il Bus subì un ritardo imprevisto, di oltre 6 ore. Mi dicevo “E’ saltato tutto...”. Amareggiati e spossati, dopo un intero giorno di viaggio per spostarci dall’Italia all’...Italia, quella parte sovente dimenticata da mappe e comunicazioni, giungemmo finalmente a Polla. E nella libreria, erano trascorse le 23.00, scoprii che tutti i Lettori erano ancora presenti, numerosi e caldi come non mai, ad abbracciarmi, parlare e ridere assieme della circostanza, infine a parlare di Letteratura, Poesia. Ricordo la commozione che mi colse nell’attimo in cui constatai la libreria piena nonostante il mio vergognoso ritardo; e la stanchezza scomparve...mi volevano ed ero lì per loro, stanca ma colma di quell’affetto che, ancora oggi e come mi è accaduto in tanti altri luoghi e cuori nel mondo, continuo a portare dentro.
Perché se siamo, SE noi autori intendo, artisti ‘siamo’, è anche grazie a tutti Voi; all’affetto, la gratitudine, la fiducia che dimostrate costantemente in privato ed in pubblico. Grazie alle critiche costruttive, attraverso le quali è possibile riflettere e crescere assieme. E grazie per questi auguri di felice compleanno ricevuti in privato come in pubblico attraverso le mie pagine ufficiali ed il Blog; auguri che, ogni anno, mi riportano in una di quelle librerie, in una università o una piazza, e non m’importa quale: quelle che, più degli stessi libri, fungono da tramite tra scrittore e pubblico e che, spero, aiutano e vi aiuteranno a sognare, a credere sempre in questa vita che vi sorprenderà quando meno ve l’aspettate: cruda ma meravigliosa, senza dubbio molto più di una pagina del romanzo più amato.
E del resto cosa siamo, Tutti, se non portatori di sogni?.





La Verità e quel suo nascondiglio







C'è chi dice "Se non vuoi che una cosa si sappia, non farla". Sono d'accordo; la Verità prima o poi -purtroppo per qualcuno e per fortuna per altri- scappa dal suo pozzo. E grida.



L' onore della Scrittura









La scrittura è come una spada: mai va sguainata senza onore.






domenica 29 aprile 2018

Quel business della disperazione







Quando il mondo viene presentato, ad adulti spauriti, sovente innocenti e comunque feriti, come la vetrina di un negozio di giocattoli: è quella meraviglia che non si conosce e si nasconde negli angoli più bui del locale (la nostra mente), ed 'io', soltanto io, posso aiutarti ad averla... .Leggo con orrore della donna che, disperata, si toglie la vita causa l’ennesimo plagio subito dal sedicente ‘santone’ di turno. Secondo recenti statistiche, durante il 2017 oltre 10 milioni di italiani si sono rivolti ai truffatori della disperazione; è il business della sofferenza, aggravato dalla forte crisi sociale, dall’ignoranza. All’inganno, sovente si aggiunge il disagio di chi non vuole denunciare perché si sente umiliato, colpevole; ma è sostanziale prendere atto che a tutti può capitare di cadere nella rete di impostori che sanno fare leva sulle emozioni, le fragilità umane. Di norma, si sa, viene instaurato un rapporto privato, intimo con la vittima prescelta: il truffatore diventa dolcemente quel punto di riferimento a cui confidare ogni turbamento legato alla propria vita. L’intento del ciarlatano di turno è carpire al massimo ogni informazione sulla vittima: prima o poi la metterà nelle condizioni di pagare le prestazioni, anche sotto minaccia. L'attività di chiromante o veggente non è di per sé vietata, ma ricordiamo che esistono una serie di illeciti sanzionati dalla legge come la circonvenzione d'incapace, l'estorsione. L’omertà protegge questi elementi pericolosi per i più deboli; è importante denunciare senza vergogna i casi sospetti.
Le persone che davvero desiderano aiutare, sostenere, fare del bene ai più fragili (...Certi ‘angeli silenti’), lo fanno in maniera gratuita, senza inganni o sopraffazioni, plagio.
Quanti lucrano sul dolore, su la disperazione altrui non meritano che il peggio.





domenica 22 aprile 2018

Michele Serra e l' opinionismo cafonal popolare






Insegnanti ‘bullizzati’ dagli allievi e aspiranti intellettuali. Apprendo di Michele Serra che su La Repubblica, interpretando i fatti di Lucca, scrive che “Il livello di educazione, di padronanza dei gesti e delle parole, di rispetto delle regole è direttamente proporzionale al ceto sociale di provenienza”. Secondo l’autore, i poveri delinquono di più, sono ignoranti e impreparati alla vita come i loro genitori. Meschino e fuorviante, per un lettore già confuso, il generalizzare; comunque puntare il dito contro quella parte di popolazione non attrezzata culturalmente ergo già vittima inconsapevole. Una parentesi interessante: la domanda -retorica- da fare al Lettore italiano tipo potrebbe essere "Ma lei è sicuro di saper davvero distinguere quanti vengono proposti (imposti) come 'intellettuali impegnati' da un vero intellettuale?." E’ facile ingannare una massa plagiata da decenni di formattazione mediatica.Trovo il Serra meticoloso nella boutade socio-politica di turno; indubbiamente si sfrutta l’emozione del pubblico come tecnica per provocare un corto circuito sull’analisi razionale, quindi sul senso critico del lettore/ascoltatore medio.Voglio darvi alcuni dati riportati dal rapporto di Save the Children “Illuminiamo il Futuro 2030 - Obiettivi per liberare i bambini dalla Povertà Educativa”.
Nel Sud il 48,4% dei minori non ha letto neanche un libro nell’anno precedente, il 69,4% non ha visitato un sito archeologico e il 55,2% un museo,
il 45,5% non ha svolto alcuna attività sportiva. La metà delle scuole è priva di un certificato di agibilità e/o abitabilità, il 54% degli edifici non è in regola con la normativa anti-incendio, il 32% non rispetta le norme anti sismiche. A Sud e nelle isole, la percentuale di adolescenti che non consegue le competenze minime in matematica e lettura raggiunge rispettivamente il 44,2% e il 42%, con un picco estremo in Calabria (46% e 37%). 

La lettura è indispensabile per crescere, comprendere, per cambiare visione dell’esistenza. Ma siamo sicuri che un lettore sappia distinguere la buona lettura dal puro commercio editoriale?.
Soprattutto nel Sud, una parte troppo ampia degli adolescenti è priva delle competenze necessarie per crescere e farsi strada nella vita: più di 1 minore su 10 vive in condizioni di povertà estrema e aggrava e consolida, come in un circolo vizioso, le condizioni di svantaggio e di impoverimento già presenti nel nucleo familiare. Povertà economica ed educativa si alimentano reciprocamente, trasmettendosi di generazione in generazione. Censura dei testi scolastici: addirittura cancellazione, dai piani di studio, di nomi tra i più validi e riconosciuti della Letteratura mondiale, rappresentanti del pensiero puro. Privatizzazione dell'istruzione, uno dei diritti fondamentali dell'Uomo, ogni Uomo. Nulla è meglio, per un Sistema deviato, dell'ignorante: 
chi si renderà conto della profonda ignoranza del Sistema, della sua pericolosità?
Mi domando se i pensanti con malizia -opinionisti cafonalspopolari alla Serra, appunto- siano peggiori dei non pensanti per pigrizia. 
Sicuramente inutili, lasciatemelo dire, ad una Società come l'attuale nazionale, traviata da tempo ed eventi. 
Si denunci, invece e ancora, l’impossibilità, l’inadeguatezza di una classe dirigente nel cogliere i fenomeni sociali. La vera ignoranza è la chiusura mentale: la dimostrata nei confronti di quanti vengono percepiti come minacce allo stato sociale raggiunto.





giovedì 19 aprile 2018

Le Età della Vita






Ogni età della vita porta meraviglia. La giovinezza è quella rabbia creativa che, potente, scalva un solco nella tua terra, cavalcandolo. "Il mondo è mio!", grida la rabbia. La maturità è la semina realizzata camminando piano; si sparge con pazienza, ed il pensiero è rivolto a quanti sono stati, a chi succederà. "Anche io sono nel mondo", sussurra la maturità, e ringrazia. La senilità arriva per la raccolta che, prima o poi, tocca ad ogni uomo, nel bene come nel male. Penso che l'autentico piacere dell'esistere stia nell'attimo tra lo scavo e lo spargimento del seme...Qui leggo la maturazione dell'uomo, la comprensione che un piccolo mondo, rappresentazione stessa dell'Universo che ci circonda, vibra in ognuno di noi e attende solo di essere coltivato con saggezza, per fiorire.



L' eterno alibi per non fare

Non amai che la rosa che non colsi. E' semplice dire, delusi, "Avrei voluto ma...", o "Volevo farlo ma mi è st...