La distrazione delle Masse: come distinguere il vero dal falso?











Concretamente: un uomo può dirsi ‘libero’ quando ha libero accesso a cibo e bevande, vestiario, un tetto sotto il quale dormire, sanità, istruzione, un lavoro degno.
Quando ha libero accesso a un’informazione non falsata, di parte.

Oggi in quanti possono dirsi ‘liberi’? La maggior parte delle spiegazioni di uno Stato non in grado di garantire vita degna a un Uomo continuano a rappresentare, per me, giustificazioni. Voglio ricordarti che principio del controllo sociale è la strategia della distrazione: si devia l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dalle modifiche decise dalle élite politiche ed economiche (Fmi, Banca Mondiale, Ocse, Wto, banche centrali) tramite la tecnica ‘del diluvio’ o inondazioni di continue ‘distrazioni’, di informazioni insignificanti. Per dirla alla Timsit: “...Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali”. Principale fonte finanziaria dei partiti politici di ogni tendenza nella maggior parte dei paesi, le élite economiche, di fatto, hanno già stabilito la fine della democrazia: sono al di sopra delle leggi e del potere politico, il potere di uno Stato è ridotto ad una dimensione nazionale.

C’è da dire che la democrazia in Italia è scomparsa quando è andato al governo Mario Monti, designato dai burocrati seduti a Bruxelles, non da elettori. Puro autoritarismo neo-feudale; puntiamo alla distruzione delle democrazie in Europa, le terribili conseguenze sono dittature.

La nostra esistenza oggi ci priva del tempo di capire, studiare e attivarci contro la barbarie del Potere, ci toglie l’autostima per essere liberi pensatori. La paralisi odierna delle masse occidentali, frutto di 35 anni di “esistenza commerciale” e “cultura della visibilità massmediatica”, ha eroso la psiche collettiva; è fenomeno che vede la luce negli anni ’70: la nostra è umanità in addormentamento oppiaceo. La più grave minaccia alla capacità di organizzazione collettiva contro i poteri.

Dicevamo su La strategia della distrazione... è anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze essenziali nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia, la cibernetica. Il pubblico è stordito, frastornato: la sua attenzione è deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza; un telegiornale contiene al massimo 2 o 3 minuti di vera informazione, il resto è costituito da soggetti da rivista, servizi aneddotici, reality show del quotidiano.

Precarietà del lavoro e mantenimento di un alto livello di disoccupazione, intrattenuti tramite decentramento e mondializzazione del mercato del lavoro aumentano la pressione economica sui lavoratori, costretti ad accettare qualsiasi stipendio o condizione di lavoro.

Qualche povero sognatore continua a rimanere convinto che la libertà quindi la verità si faranno comunque strada e senza la nostra personale esposizione. Ma non è così...no. La verità riesce a imporsi nella misura in cui noi la imponiamo; la vittoria della ragione non può essere che la vittoria di coloro che ragionano.

La liberazione è un atto storico, attuata da condizioni storiche, dallo stato dell’industria, del commercio, dell’agricoltura, delle relazioni.
(...) Consideriamo il fatto che una Letteratura apartitica non esiste, così come non esiste un’ Arte apartitica: dichiara ciò chi sostiene comunque il più forte e il più forte mai vorrà consapevolezza e riflessione nella massa: la riflessione, la conoscenza dei propri diritti porta lo schiavo a rompere le catene, porta al dissotterramento della realtà, porta alla ribellione verso le ingiustizie.

Mi chiedi come distinguere il vero dal falso...

Guardati attorno: è un mondo spaccato a metà: per dieci che hanno il mondo in mano, milioni di persone muoiono di sete e fame. Eppure in questo stesso mondo ogni uomo dovrebbe essere uguale all’altro, e per nascita. Nessun uomo ha diritto di avere più di un altro.

Ecco... non cercate il naturale dove tutto è innaturale, forzato, arbitrato da terzi. Non si deve temere il pensiero; la denuncia appartiene alla consapevolezza, alla libertà.

A volte anche l’odio è necessario: un popolo senza odio non può vincere quel nemico brutale, massificatore di cervelli. E’ fondamentale anche la rabbia: senza rabbia e odio non si può pensare di sconfiggere un sistema marcio...pensiamo alle nuove generazioni: che stiamo lasciando ai nostri figli? Il nichilismo è il cancro morale dell’umanità: L'uomo si addormenta quando assaggia la normalità, dimentica l’autocritica. Questa alienazione è la consacrazione della potenza e del conformismo, è l’ illusione costante della pace e della normalità in un mondo divorato da guerra e fame, un mondo irreale, da rotocalco, che uccide le menti prima dei corpi.

L’indiziato diventa colpevole, di fronte al tribunale mediatico occidentale, coi media guardiani della verità ‘ufficiale’. Il popolo suddito deve essere totalmente tale: non umano ma insetto, unità funzionale, di generazione in generazione. E questa anima-gruppo, nella quale tutto confluisce e si trasforma irriconoscibilmente, è l'organizzazione-stato.

Ora ditemi, cosa contano i sacrifici di un uomo o di un popolo, quando è in gioco il destino dell'intera umanità?
Ciò che necessita, credo, è un sistema educativo volto ai fini sociali ché il dominio popolare significa dominare gli argomenti, conoscere. La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori continua a rimanere mediocre, censurata...oggi è di moda la mediocrità, è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti, e la moltitudine incomposta è complice soddisfatta dell’ inettitudine: copre con una vernice di idealità politiche nebulose lo straripare selvaggio di passioni, frustrazioni, desideri.

Non serve a niente lo sforzo isolato, individuale...: la purezza di ideali è inutile se lo sforzo lo si compie da soli.






Immagine: George Lemmen, Man Reading

Commenti

  1. Se si può dire qualcosa: è il tono, la costanza allarmata e attenta alla parola che colpisce, che mi ha appassionato nel corso della lettura.E sono convinto che non debba si debbano perdere idee come queste. Ma sono anche convinto che l'impegno - a dispetto di quanto pensava Sartre, è iniziatico. Non solo sempre diversamente da come egli affermava è nella Poesia e nell'Arte che è passata la parola come responsabilità, ancora di più che nella scienza e nella comunità scientifica Nell'opinione pubblica manca dibattito filosofico, se posso dire tutto fino in fondo, questo è ciò che scoraggia di più...

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  2. Se il principio e il ragionamento è giusto ci vuole però il coraggio a dire che è con Monti in poi che è cominciata la caduta libera. Perché il continuo plagio precedente dell'informazione andava bene poi quello successivo no? Sono d'accordo anche con Ciarro che il cammino è precipuamente iniziatico, ma per far questo bisogna veramente essere oltre le parrocchie.

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