Ipocrisia o 'Verità'?







L’Arte, prima di tutto, richiede purezza interiore, rocciosa autocritica, disciplina. Penso che questi dettagli debbano anticipare persino lo stesso talento, comunque fondamentale. Sono convinta che l’Artista sia o debba essere la sua Arte: non credo al farabutto che “scrive toccante poesia” o alla Diva Fiorata che “dipinge esaltanti Figure” quando non vissute: quanti non vivono con poesia e amore l’Umanità Tutta, non li credo capaci di esprimere particolari sensazioni, semplicemente perché non in grado di farsene specchio e tramite.
Se c’è qualcosa che poco sopporto apertamente –e confesso di aver reagito anche con malagrazia, durante la mia vita, davanti a Elementi e situazioni ambigue-
è l’ipocrisia in ogni sua forma; quella falsa umiltà che, in realtà, mi odora di vanità e illusione lontano un miglio. Sono capace di troncare rapporti pure consolidati se e quando odoro malafede, compromesso: in questo, purtroppo o per fortuna, disconosco le mezze misure. Mi è capitato di piangere su amicizie spezzate ma, per principio, non voltarmi indietro; al contrario domandarmi in continuazione come mai, quella e in quel preciso momento di vita, era stata scambiata da me per un’amicizia disinteressata. In effetti i discorsi da fare sarebbero tanti; cause e giustificazioni certamente fuori tempo massimo come pure fuori luogo Qui ed Ora. Il classico, platonico errore di identificazione; opinione vera, fino a che non riceve una smentita. Del resto, per l'uomo comune che si ferma candidamente all'apparenza delle cose tramite il suo peculiare punto di vista, diverse verità visibili, uguali eppure opposte tra loro, non fanno LA verità (unica); o meglio, la verità dovrebbe apparire allo scomparire delle esteriori.
Sempre che La Verità esista (e Cosa o Chi può ritenersi in grado di distingure il ‘vero’ dal ‘falso’?). Pure, se la scienza deve possedere un carattere di assoluta certezza, senza altalenare tra vero e falso come fanno le opinioni umane; fa comunque parte dell'umana possibilità il cambiare prospettiva; considerare diverse verità. Basterebbe, in base alle proprie peculiarità ed inclinazioni, girare attorno alla questione, andarci sopra o sotto, rovesciare la facciata, strappare la carta da parati.
La mente realizza, comprende e possiede l'ombra di verità; ma in quanti siamo disposti –o pronti?- a liberarci delle tante, troppe verità a cornice, della vernice dell’apparenza,
al fine di far apparire l’unica verità?
E, ancora, in quanti si è pronti a considerare anche soltanto che La Verità, per l’Umana Specie, non può esistere quindi e comunque la nostra è ricerca eterna, vana?
Già questo pensiero, dovrebbe portare l’uomo alla follia, come folle è, forse l’intera umana esistenza; non accettazione nichilista ma follia dell’esistere (...).





(da ‘Riflessioni, Pensieri’)
Ph: Un dietro le quinte di '2001: Odissea nello spazio'


 


Commenti

  1. L’ipocrisia è ormai radicata anche nella vita quotidiana. Troppo spesso la gente, è portata ad indossare una maschera per essere accettata da un gruppo, o magari perché spinta dai “modelli” che i mass media ci bombardano nella mente giorno dopo giorno senza, purtroppo, che noi ce ne accorgiamo. Solo superficie e pure quella non troppo veritiera. La realtà è molto più complessa e quando non abbiamo familiarità con la complessità, si crea ulteriore scollamento dalla realtà stessa, tanto, che risulterà più difficile tornare indietro.

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  2. La Verità è Mistero. E come il Mistero si dovrebbe - duro per noi donati o scagliati in questa temporaneità terrena - accettarne/accoglierne un senso o il Senso Trascendente ... Eppure forse tale "esercizio" potrebbe divenire sì tormento dinamico dell'/nell'esistere, e chissà anche "forza" per continuare sino all'approdo in quel Mistero, dal quale per il quale nel quale si dovrà tornare ... !?

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